ho deciso che tu mi puoi bendare
di te mi fido
so che posso perdere il controllo della situazione
so che tu non lo perderai, quando sarai eccitato
voglio godere dell'essere tua, di appartenerti
non per sempre
non fuori da quel momento
ma in quel momento totalmente
sono il tuo gioco
sei il mio cacciatore
il mio godere è tuo
lo gestisci tu
sei tu che decidi dove, quando, con che ritmo
come aumentare e diminuire il mio respiro
la mia eccitazione
il desiderio e l'attesa
voglio la tua fantasia che mi lascia in attesa
e non sapere
l'eccitazione sale
l'inibizione sparisce
vedere le tue mani che avvolgono la seta
sentire il fruscio intorno alla mia testa
e immergermi in un solo momento nel buio
il cuore batte più forte
un po' di paura mi avvolge insieme alla seta
spaesata in una frazione di secondo
non so dove sei
sei vicino a me, ma non ho idea da quale parte arrivi
non se se mi stai guardando
non so cosa stai per fare
e tu invece sei fermo
e magari sorridi
mi scruti
e improvvisamente qualcosa
un bacio forse
la lingua o magari i denti
le mani a sfiorare e poi a stringere
ma poi sento i tuoi passi arrivare
eri andato via
a cercare cosa?
in un attimo sale il panico
il panico eccita e spaventa
ma sei tu
te ne accorgi e mi rassicuri
sfiorandomi
facendomi sentire che ci sei
baciandomi teneramente
passando le tue dita sulle mi braccia, dolcemente
non me ne accorgo
ma le mie mani sono dietro la schiena
come legate
più che legate
mi hai ordinato di tenerle così
senza parole
senza forza
solo con la tua sicurezza
le gambe mi tremano
il respiro accelera
i capezzoli sono dritti
chiamano la tua bocca
ma è la mia di bocca che vuoi
mi spingi in ginocchio
e in un attimo di lucidità mi accorgo che la tua forza è dolcemente irremovibile
il tuo sesso è davanti a me
ne sento la presenza
la bocca si apre
la lingua si sporge a cercarlo
ma le tue mani ora sulla mia fronte mi impediscono di arrivare a leccarlo
questo gioco è crudele
io che mi spingo a cercarti e tu che opponi resistenza
"lo vuoi leccare, vero?"
e nemmeno riesco a risponderti con le parole
solo i movimenti e la forza del mio allungarmi verso di lui bastano
lo voglio sentire dentro di me
voglio la mia bocca invasa del tuo piacere
voglio!
me lo lasci assaporare solo un poco per volta
tirandomi indietro la testa
in questo crudele gioco
fino a quando nessuno dei due resiste più
"per favore, lasciamelo prendere"
addolcita dal tuo spingere in me
la bocca si rilassa
la lingua si muove
lo avvolge mentre è arrivato fino in fondo
il limite tra il soffocamento e il piacere è sottile
e stare su quel baratro mi eccita
mentre mi lascio andare e allo stesso mi concentro
per non cedere al conato
per darti piacere
per sentire il mio bagnato che si spande
ti sento al limite e lo sento intensamente
non ti vedo ma sento ancora di più la tua eccitazione che sta per scoppiare
e finalmente mi riempie
quel getto potente che mi dice quanto ti piaccio
mi scoppia dentro
caldo e acre
pieno di noi
di passione e di complicità
di gioia, la nostra
e mi accocolo tra le tue gambe
accucciata tra di te
aspettando che finiscano i tuoi spasimi e i miei
senza staccarmi, stringendo solo con le labbra
per avvolgerci ancora in quel momento di passione
che dura per sempre
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
11:22
commenti (14) | riflessioni, racconti, eros, cambiamenti, desideri, sexy, bondage, vecchi ricordi, petitepeste, nuovi ricordi

sarà meglio solo così
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
09:26
commenti (6) | riflessioni, eros, cambiamenti, desideri, sexy, bdsm, bondage, padrone, schiava

con calma tutto diventa chiaro
é inutile non sono capace di cacciare
o forse sì
solo che non mi piace
non sta a me prendere in mano la situazione
io caccio in modo diverso
come preda
una preda che caccia
annusa l'aria
si guarda in giro
facendo finta di guardare la savana
non punta gli occhi addosso
la preda non ci prova quando caccia
non si approccia
si mette in modalità "approcciami"
é l'uomo che ci prova
un po' sbruffone, nella sua insicurezza
ma anche galantuomo
quello che ti fa sentire braccata
quella che ti fa venire voglia di scappare
e allo stesso tempo ti fa venire voglia di restare
perché annusi il pericolo
come preda
di venire divorata
eppure è quello che vuoi
sentirlo col fiato addosso
che ti sta intorno
a distanza
osservando
pronto a sferrare l'attacco
ad avvicinarsi
e poi ritrarsi
per sfiancarti
in fondo non lo so cosa voglia dire mettersi in modalità "predami"
è una sensazione che nasce dalla mente
e si irradia
proprio come un orgasmo in arrivo
ma si vede
il vero cacciatore lo annusa tutto questo
sento l'odore della preda che caccia
e si muove
sinuoso
a cercare quale sia la via d'entrata
per conquistare la preda
per ammansire l'animale
addomesticarlo
renderlo docile
sotto la sua guida
ad esaudirne i desideri
sempre attento
non è facile essere cacciatore
pochi se lo possono permettere
pochi lo sanno fare davvero
molti se ne vantano
ma al momento dell'approccio ravvicinato
non hanno la forza di reggere il confronto
perché la preda che caccia
è attenta e ama il gioco
che la induce ad abassare le difese
la caccia è difficile
essere preda è più facile
si deve solo andare a caccia

sussurrato da
LaPetitePeste
alle
14:07
commenti (14) | riflessioni, eros, desideri, sexy, nuovi ricordi

un abbraccio dolce
accogliente
tenero
quasi come se fosse una dichiarazione
tu seduto sul letto
una gamba distesa
l'altra piegata
come un ponte per un'altra dimensione
come un cuscino per la mia nuca
le tue dita che sfiorano il mio profilo
come a carezzarne l'anima
la mano, tutta, che gioca con i capelli
con le guancie
i miei occhi chiusi
abbandonata nell'estasi di un orgasmo appena sfuocato
improvviso
inaspettato
sconvolgente
bagnato
... l'orgasmo
come pure lo schiaffo
forte e fuori luogo
un terremoto
paura
bruciore
occhi spalancati
e...
i tuoi occhi, duri
dentro i miei
"ne vuoi ancora?"
tremo
animale ferito che urla dentro
e l'altro animale che si impenna
"sì"
"non basta, dillo che ne vuoi ancora"
solo un filo di voce
"ancora"
parte il secondo schiaffo
più forte del primo
mai provato prima
lo sento ancora addosso
il fuoco vivo sulla guancia
si irradia
direttamente
e cola
molto
troppo
come è possibile?
come può...
e poi la tua mano ancora dolce
ad accarezzare il rossore
le labbra a soffiare via il dolore
e quel maledetto piacere che si sprigiona in modo osceno
incontrollabile
vergognoso
"ne vuoi ancora?"
silenzio, senza fiato, solo quelle parole a scatenare...
poi un altro "si" sussurato
e il tuo sguardo, con la testa inclinata
parla chiaramente
"sì, ancora"
il terzo arriva lentissimo
lo vedo nascere
vedo tutto al rallentatore
la mano che si alza
infinitamente lenta
distorta dall'attesa
e la vedo scendere verso di me
come se non fossi io
come se non fosse stata la mia voce a chiedere ancora
<ma come posso essere stata io a chiederne ancora?>
il rumore è assordante, il dolore momentaneo estranea
la mente è oltre
il corpo segue
apnea totale
e poi respiro affannato
"ancora"
e arriva anche l'ultimo
rosso su rosso
senza più capacità di controllare le reazioni
fuori di me
fuori di senno
fuori!
mentre le tue mani mi frugano
e mi chiedi come sia possibile che mentre mi schiaffeggi si formi un tale lago tra le mie cosce
e in quel momento qualcosa si spacca
un muro abbattuto
distrutto
l'eccitazione è ad un livello tale che il corpo esce da se stesso
non riesco a respirare
sento che sta scoppiando il cuore
e non sono metafore
soffoco veramente
e tu che mi scuoti e mi ordini di calmarmi
e mentre cerco di riprendermi da questa cosa che nemmeno so cosa sia
sento di avere passato un limite
e non è quello
è un'altra cosa
come ho sempre saputo e sostenuto
nessuna bambola nelle mani di un burattinaio...
eppure qualcosa di talmente sconvolgente
da rendere la parola orgasmo un nuovo concetto
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
15:02
commenti (7) | riflessioni, racconti, eros, cambiamenti, desideri, vecchi ricordi

mi sto chiedendo come sia possibile
me ne sto tranquilla a ricordare come modificare alcuni dettagli del codice, pochi pensieri nella testa, sempre quelli, quelli incofessabili
e poi all'improvviso, bastano poche parole
il fatto che ci sei
che sei presente
a modo tuo
eppure sono state solo due parole scambiate velocemente
con la loro mansueta intensità
e pensare a quanto mi sono persa nella vita compiendo scelte sbagliate
e mentre ti sento imbastardito dal tuo essere come sei
che mi piace e maledico
sento il caldo che cresce
inevitabile
inopportuno
e vago tra il desiderio di provocarti
e quello di farmi provocare
istintivamente la mano scende
si avvicina lentamente
quasi a provocare così come fai tu
girando intorno
ma poi mi fermo
come un sorso di caffè
solo uno
e poi ferma
basta così
e sento la tua voce ancora nelle orecchie
e mi fermo
non resisto
impazzisco di desiderio
si sparge
mi spande
e poi un vivido lampo
quello che squarcia e riapre le ferite
gelo
non è mai finita, non lo sarà mai
la bestia è solo acquietata
ma da giorni la sento ancora dentro che ruggisce
sta cazzo di fiducia nel mondo tornerà prima o poi?
e tutto quel mondo che si merita solo il nulla, non poteva sparire prima?
sono ingestibile
sono troppo difficile da capire
e mi domando come sia possibile che qualcuno prima o poi ci riesca
se sono io la prima a non lasciare entrare nessuno davvero fino in fondo?
come fai a capire che mi ferisci a morte se non riesco a dirtelo il perché?
come fai ad avvicinarti a me se io non ti lascio entrare nel luogo più interno di me?
molto più facile abbandonarsi alle attenzioni così totali, sensuali, dolci, belle, sì, semplicementi belle, come i tuoi occhi famelici
e ripensandoli torna il sorriso, torna la calma, il calore
in attimo, in un istante immenso come il mondo che mi separa, risento il piacevole intimo e delicato luogo che si schiude, che si tende, che cerca soddisfazione, che vuole sentirsi donato e accudito
e immagino, ancora, le tue dita, la tua forza, la tua calma, esasperante e coinvolgente
la mia mano si allunga, sfiora e accarezza i contorni
si sofferma ancora un attimo
solo uno
solo fino a quando la tensione è di nuovo vicino al culmine
per fermarmi di nuovo
un altro piccolo sorso di caffè
il secondo
ma il terzo non arriverà
non ora
lo tengo in serbo...
svolazzando non visto, per sapere se era una delle volte sì
perché sovente è no, alcune volte sì, ieri sera no, stamattina no, oggi pomeriggio sì, immaginando
18 settembre 2009, ore 20.00
il viaggio è stato lungo, ma almeno di notte non fa troppo caldo, almeno non dal punto di vista atmosferico
il viaggio è stato lungo, ma sempre in compagnia di te
"dove sei?"
"a milano"
è come se l'auto andasse da sola, seguendo il respiro e il tuo profumo
la musica ad incorniciare i pensieri
"dove sei?"
"piacenza"
intanto la tua musica, quella che mi hai mandato in questi mesi, continua a suonare, cat steven, einaudi, bruce springsteen, jackson brown
lupo solitario
per favore dacci dentro.
Vai,
canto insieme a Jackson Brown,
poi qualcosa d'italiano
passa tutto il meglio
per tenermi sveglio.
Che effetto fa
ascoltarsi mentre si va,
in questa notte di stelle
e di stereofonia
18 settembre 2009, ore 22.00
"dove sei?"
"un caffè in autogrill"
"toc..toc..
disturbo se passo di qui?
:)"
e queste parole mi fanno sorseggiare il caffè lentamente, ripensando a quel tuo bussare dolce, l'inizio forse...
difficile guidare sentendo già le contrazione
che aumentano al solo pensiero che tra poco le sentirai tu
con il tuo piacere immerso nel mio
e guidando ancora mi fermo un attimo
per fermarlo
non è ancora il momento che esploda
"dove sei?"
e vorrei sentire la tua voce, ma ancora non è il momento
"modena"
e la paura che sale, il rischio e il pericolo, mio
sempre più vicini, con la tentazione di scappare e tornare indietro
senza quasi accorgermi la mia guida
"tra 500 metri arrivo"
il cancello si apre, il cuore in gola, cerco la tua immagine
mi arriva solo un altro sms
"sarai stanca, entra e fatti una doccia, ti aspetto vicino alla nostra piscina, fai velocemente con calma"

l'attesa mi sta uccidendo le viscere
l'acqua che mi scorre addosso come un temporale di inizio autunno lava via la paura e la stanchezza
non mi asciugo, i capelli bagnati, piedi nudi, scendo
la sensazione dell'erba sotto i piedi mi fa tornare bambina
seguo il sentiero di piccoli lumi
le tue tracce
e non so che fare
chiudo gli occhi, tantrici respiri per tornare in me ed uscirne
non me ne sono accorta, un sussulto, le tue mani sulle mie spalle fanno scivolare l'accapatoio e subito seta sul mio volto, la usi per abbracciarmi, per sfiorarmi
tu dietro di me
così vicino
ma ancora così irraggiungibile
mi bendi gli occhi
ed inizi a massaggiarmi in silenzio, ballando al buio
io nuda tra le tue braccia
non ti vedo
non so ancora come sei
perché so chi sei
perché ho già tutto di te
baci il mio respiro, che porta via le paure...
l'essenza
la nostra
quella che mi hai messo addosso
il regalo che mi hai mandato a metà luglio
è ora dentro di me
mentre le tue mani golose e sicure
mi aprono il cuore
ti sento su di me
il tuo corpo inizio a conoscerlo col tatto
la pelle sulla pelle
e sento di nuovo le mani che conosco già
che mi toccano in larghi cerchi concentrici
la schiene
l'addome
scendendo piano
allargando
schiudendo il miele che ti cola sulle mani
le tue dita che mi toccano ora sulla schiena
ti scosti
attendi e mi lasci in sospeso
non so dove sei, qui vicino il tuo respiro
ti allontani
qualcosa sulla mia schiena
mi sfiora con la sua delicatezza
sono petali
è la mia rosa
è la tua rosa
che scivola leggera sulla mi schiena
la riconosco
mi pare anche di sentirne il colore
ritrovo il soffice dei petali e il pungente delle spine
ma la lasci lì appoggiata
mentre mi apri, per sentire il ruvido in mezzo al liquido
mentre le tue mani giocano e si incurvano
per un temporale che senti arrivare
mi giro di scatto
e mentri estrai il resto
e tieni le dita incollate
appiccicate
mi sento che sto per scoppiare
ora voglio sapere
ora solo ora voglio vederti
voglio essere tua
totalmente
mi strappo con la foga dell'orgasmo la benda dagli occhi
per tuffarmi nelle onde insieme a te
voglio i tuoi occhi
il tuo corpo
il tuo piacere
solo ora
ora che...
ora!
nessuna sorpresa
sei tu
col tuo pelo arruffato
con il mio urlo di un altro mondo
finalmente in questo mondo
18 settembre 2009, ore 23.59
"auguri"
19 settembre 2009, ore 00.00
"auguri"
i nostri orologi sincronizzati in quell'attimo che solo a noi può appartenere
perché solo noi siamo così
un giorno, uno solo
che si fonde in questo momento
un orgasmo che ci comprende entrambi
nel secondo esatto in cui stiamo saltando oltre
uno in più
festeggiato insieme
scoprendo per la prima volta anche il nostro contorno
il moscerino, svolazzando ha visto questo e ha sentito questi pensieri,
perché sovente è no, alcune volte sì, ieri sera no, stamattina no, oggi pomeriggio sì, immaginando
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
02:56
commenti (10) | riflessioni, eros, desideri, sexy, masturbazione, nuovi ricordi

E intanto che non ci sei penso che avrei voglia di averti qui con me
Sentire la tua auto che parcheggia sotto casa mia
Spiarti dal balcone, che scendi, nella tua eleganza del tuo essere maschio
E sorridere della mia ansia, della voglia di stare con te
Scendo e ti trovo davanti a me, finalmente tu
Finalmente noi
Solo un piccolo fiore in mano
Così unico e speciale, non borioso, solo amorevole
Mi fai sentire la tua Principessa
Subito mi ci ritrovo
Sei tu, siamo noi, la stessa complice confidenza
Mi apri la portiera, mi fai salire
Tutto è perfetto, lo vedo che hai preparato tutto prima
Per me
La musica, il profumo, il tuo odore, la temperatura
L’atmosfera
Mi sorridi
Mi fai sentire la tua Principessa
Finalmente siamo al ristorante
La cena che aspettavamo da così tanto tempo
Tempo non definibile
E parliamo, tanto, come sempre, come prima, diverso da prima
Durante la cena mi sento la tua Principessa
Il resto del mondo che scompare
Sei tu che lo fai scomparire
Vuoi sapere tutto di me
Sembra quasi che tu mi stia intervistando
E anche questo mi fa sentire Principessa
Il tempo che ci passa addosso e fa crescere l’ansia
Abbiamo gli stessi pensieri
E non ce li confessiamo
Sono i nostri occhi che parlano
È il nostro corpo che si intervista
Senza parole
Accudisci i miei desideri
Tu maschio, io femmina
Attento e partecipe
Mi metti al centro della tua attenzione
Mi fai sentire la tua Principessa
Arriva il caffè ed è impossibile non pensare a quel caffè
Quello che ti ha fatto entrare nel mio monde
Te lo leggo nello sguardo
Ti provoco
Ti lasci provocare
Guidi il mio sorseggiare
Senza dire nulla
Allo stesso modo mi guidi a casa
Scendi
Mi apri la portiera dell’auto
Mi porgi la tua mano
Dolcemente aiuti la Principessa a scendere
Come nelle storie di un tempo
Improvvisamente mi ritrovo con la schiena poggiata alla portiera posteriore
Tu addosso a me
Con la tua foga trattenuta
Su di me
Senza chiedere
Solo a prendere
Un bacio dolce caldo
Forte
Preso e rubato
Spingi su di me con tutto te stesso
Ad imprigionarmi
È ovvio che sia così
Mi fai sentire la tua Puttana
Già calda e ipnotizzata dal suono di quella sua voce dolce impertinente
“saliamo da te, ho voglia di fare l’amore con te”
Era tanto tempo che aspettava l'Uomo
Che la ipnotizzasse solo con il suono
Di quella sua voce dolce e impertinente
Che proprio non ci poteva fare niente
In ascensore, già nuda davanti a te, con il desiderio che toglie i vestiti
Il fiato corto
Le mani che esplorano senza chiedere
Il corpo che risponde
Avidamente, sfrontato
Che la fa sentire intelligente
Bella, porca ed elegante
Come se fosse nuda tra la gente
Ma pura e santa come un diamante
Puttana tra le tue mani
Il mio orgasmo legato al tuo volere
Un sorso di caffè e poi “fermati”
Assaporare l’attimo, cullarlo
Farlo entrare
Un Uomo dolce e duro nell'Amore
Che sa come prendere e poi dare
Con cui scopare, parlare e mangiare
E poi di nuovo farsi far l'Amore
“scopami ora ti prego”
Non resisto
I muri si sono sciolti sotto le tue picconate
Hai abbattuto prima i muri della Principessa
E poi hai scopato la Puttana
Che si è donata a te
Domata dal tuo piacere
Che le rimane addosso delle ore
Che non si vuole mai più lavare
Per non rischiare di dimenticare
Tu che vivevi nell'illusione
Di dominare ogni tua passione
Tu che disprezzavi la troppa emozione
Come nemica della Ragione
Non sei mai stata così rilassata
Così serena ed abbandonata
Così viva e così perduta
Come se ti fossi appena ritrovata
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
21:57
commenti (17) | riflessioni, racconti, eros, desideri, nuovi ricordi
