abbiamo passato la serata su una panchina a guardare il lago e a raccontarci
ho sentito la tua musica dentro di me, me l'hai trasmessa in auto e poi raccontandomela, ma non la sentivo, la percepivo soltanto
sentivo le mie paure che crescevano, l'ansia di non capire cosa pensavi di me, l'insicurezza...

a casa, complice un gin tonic improvvisato, l'atmosfera ha iniziato a sciogliersi... lentamente, almeno per me
a volte essere una piccola peste... non aiuta :)
abbiamo iniziato a parlare più densamente, e più denso si è fatto il tuo sguardo, più sicura la mia eccitazione
ancora mille dubbi, credevo volessi solo parlare... credevo...
poi ho iniziato a scoprire la forza del tocco gentile che ancora non conoscevo
come una piuma, hai appoggiato il vibratore sul mio braccio, sfiorandolo, andando a cercare i punti sensibili. come facevi a conoscerli? come potevi con solo il tuo sguardo provocare un simile terremoto?
come è possibile che sfiorare un braccio possa innescare un simile desiderio?
poco a poco le tue dita hanno preso il posto del vibratore ed è iniziata la danza della ricerca del piacere.
ancora una volta, la testa mi turbinava di domane... non capivo, credevo non volessi, credevo di non volere, ma ho iniziato a sprofondare nel mio intimo desiderio, a svegliare la belva che mi fa urlare e gemere e perdere il controllo
sentivo gli effetti del tuo tocco gentile ma non capivo come mi stavi toccando. sentivo l'eccitazione, il fuoco, salire, premere ma non capivo cosa facevi con il mio seno... non mi era mai successo prima
il vibratore mi ha regalato orgasmi incontrollati, le tue mani mi hanno esplorata fino... in fondo, dentro, nelle viscere
ho sentito la tua lingua e di nuovo il tocco gentile, quel tuo modo di farmi impazzire, ti volevo dentro di me e invece sentivo solo un altro orgasmo arrivare
la tua lingua mi stava... ma come? non capivo cosa, sentivo solo l'effetto... solo dopo, molto dopo mi hai detto che mi leccavi intorno alla secondo entrata... sono arrossita mentre me lo dicevi, non avevo capito, ma ricordavo perfettamente quello che mi hai fatto provare
poi finalmente il tuo desiderio, sono riuscita a toccarlo, a farlo mio a gustarlo dentro di me mentre si allungava, mentre mi cercava, mentre mi regalava quel nuovo sapore, dolce e acre che mi ha donato l'ultima scintilla della serata