La Petite Peste
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mercoledì, 27 giugno 2007

Onda lunga


orgasmo_interna


distesa sul letto, le tue mani che toccano i fianchi e poi con un movimento deciso fanno salire il mio bacino

pronta, offerta, donata, domata

il  piacere che aumenta e poi sentire che ti appoggi, stringi i miei fianchi ed entri

il mio urlo

il dolore di quando entri, il piacere di quando inizi  a muoverti dentro di me
l'orgasmo che arriva in fretta, me lo avevi promesso, è arrivato mentre mi sfondavi
non fermarti, continua, mentre l'onda lentamente scema, mentre l'onda lentamente cresce
non fermarti mentre sto godendo di te
senti il mio desiderio non espresso, non ti fermi
e ancora ti sento sbattere forte dentro di me, il letto che cigola

Il letto

"appoggia le mani alla spalliera" la tua frase come un ordine

strano, non mi ero mai accorta che in questa posizione lo sento ancora di più. entra fino in fondo, completamente, mi possiede

"sfondami il culo", il mio urlo, la mia vergogna nell'urlare tanta volgarità, uscita da sola

le braccia che non reggono il peso, le mani che stringono ora le lenzuola, la bocca ad infilarsi nel cuscino per attutire il mio urlo del nuovo orgasmo che mi travolge
e poi i brividi, gli scossoni, il tremore, il respiro che non si placa

"onda lunga?"

sì è un'onda nuova, forte, lunga, irripetebile

sussurrato da LaPetitePeste
alle 14:52

commenti (23) | racconti, petitepeste

giovedì, 14 giugno 2007

Provocazione Dylaniante

Ogni tanto anche una Petite Peste si sofferma a pensare…

sonhos-e-prazer09



Da tempo ormai si vedono fiorire master e slave.

Credo che il BDSM ci sia sempre stato, lo suppongo, probabilmente senza questa etichetta. Oggi però è dilagante.

Perché?

Oltre alla moda,  alla speranza di scopate facili ed alla ricerca di qualche scossa di adrenalina in più, ci deve essere altro.

 

 


Oggi le donne sono sempre più toste, agguerrite, forti… almeno in apparenza.

E gli uomini, nel quotidiano, sempre più disarmati da questa “ribellione”.


olden_casalinga

Da quanto tempo la donna ha avuto il ruolo di “angelo del focolare” (che è poi un altro modo di dire “al servizio dell’uomo”), ubbidiente e sottomessa? Secoli, millenni,…

Da quanto tempo la donna ha un ruolo parificato a quello dell’uomo? Poco… quando c’è!

E allora, non è che forse gli uomini, spiazzati d questo stravolgimento, ricerchino il loro atavico ruolo nell’essere padroni (e la minuscolo è voluta)?


E allora, non è che forse le donne, spiazzate da questo stravolgimento, ricerchino il loro atavico ruolo e il senso di protezione da un uomo che guida, insegna e protegge, nell’essere schiave?


 

Noi due

Il mio non è un attacco a nessuna delle due parti. È solo una riflessione, una domanda… e si riferisce a quelli che praticano la parodia del BDSM. Il discorso è forse qui un po’ banalizzato e molto generico. Di eccezioni ce ne sono. Ma questo mio scritto ha il presuntuoso scopo di aprire una discussione libera.

sussurrato da LaPetitePeste
alle 22:29

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lunedì, 11 giugno 2007

Un temporale

Nell’aria l’atmosfera sempre più carica di tensione… si sentiva…  girava intorno, stuzzicata dalle abili dita di Zeus… come un esperto massaggiatore girava intorno al punto di massimo fuoco senza mai arrivarci, per poi  ricominciare lentamente il percorso verso l’inesorabile scroscio.

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Ma invece di liberare le sue emozioni in un unico primo e immediato acquazzone, tornava indietro, girava intorno facendo impazzire l’animo di chi tanto lo attendeva.

Intorno i colori diventavano più espliciti, ma anche più oscuri… quello che prima veniva riconosciuto facilmente come il divampare dell’incontro tra due entità opposte e simili, i due fronti del caldo e del freddo, il bene e il male… ora era di una verginità ritrovata. Ricercata. Pensata. Sognata.

Quando il caldo insopportabile avvince il corpo, che suda e traspira la sua tensione, anela alla liberazione che si fa attendere, che deve attendere, che aspetta di essere donata, domata… nel turbinio di questo arrivare ad un passo dallo scoppiare, per fermarsi, adagiarsi, riprendere il respiro, in questo turbinio folle arriva poi il momento che il tutto si scatena, esplode, si dona alla natura nel percorso che doveva essere…

primo_f

Il dono grande del clima che bussando alla porta del paradiso, ci apre la strada verso un nuovo percorso. È finalmente arrivato, il temporale, che ha girato a lungo intorno alle teste e si è scatenato in tutta la sua maestà di dono alla terra che gli ha concesso di donarsi…

ceresio1

non é facile imparare a gestire le tempeste


sussurrato da LaPetitePeste
alle 21:42

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domenica, 10 giugno 2007

Pizza

per fortuna che...


pizzadelivery

ho deciso di farmi portare più spesso la pizza a casa... una bella scoperta... comodo... buona e....



ed ho anche ritrovato la password per le mie foto... e allora ecco la mia preferita, ancora una volta...

Sculacciata

sussurrato da LaPetitePeste
alle 23:12

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sabato, 09 giugno 2007

Aspettandomi

seduta sulla radice sporgente di un albero guardavo il lago e come un automa lanciavo il gioco in acqua

tu seduto sulla sedia pieghevole continuavi imperterrito a leggere il giornale

lui occupava la mia mente, mi parlava ancora.
ed io non rispondevo, ascoltavo, riflettevo, pensavo... voglio capire quello che mi dici, voglio sentirlo su di me. eppure ripenso alle ultime parole e mi dico "ora ci provo"...

no non ce la faccio, forse anche perché le parole che più mi hanno colpita riguardano il sostegno, la voglia di protezione unita a quella del possesso, o forse questa è solo una scusa

sussurrato da LaPetitePeste
alle 17:25

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giovedì, 07 giugno 2007

Ti voglio, ti desidero, ti cerco

Ti ho voluto, ti ho cercato, ti ho desiderato.

Ho vissuto l’attesa, quasi come fosse stata la prima volta. Ho ansimato nel pensarti. Nell’immaginare il tuo tocco, fino a prima quasi solo sognato. Ho pensato a lungo a come sarebbe stato vederti da solo, vederci noi due, trovarci solo e presi dal desiderio reciproco. Ho vissuto il nostro incontro mille volte nella mia testa prima che nel mio corpo.

Poi sei arrivato tu, ti ho visto avvicinarti dalla strada, alto e  maestoso e ho perso qualche battito dal cuore. Talmente forte la voglia di te che è quasi bastato vederti arrivare per arrivare al primo apice della serata.

I primi momenti sono i più difficile, un po’ di imbarazzo, non so cosa devo fare, cosa voglio fare. Tutta la mia sfrontatezza si è sciolta come fanno le maschere all’apparire della realtà… fortunatamente la tua non era una maschera, tu forte, uomo, deciso… mi hai avvolto nel tuo abbraccio, enorme e caldo ed hai iniziato a baciarmi, a passare la tua lingua in tutta la mia bocca, mentre io ancora non mi ricordavo che dovevo anche respirare… una sciocca bambina che gioca a fare la femme fatale…

Dolcemente, con sicurezza, mi hai spinta verso la camera da letto.

Ti volevo, ti cercavo, ti desideravo.


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In un attimo mi sono trovata inginocchiata al bordo del letto, con le tue mani forti che si aggrappavano a me. Ho avuto un attimo per pensare quanto fosse delicata la tua forza, quanto fosse “rispetto” quel tuo essere dominante di fronte a me così persa nel mio imbarazzo… troppa dolcezza in quel momento mi avrebbe frenata, impaurita, messa in imbarazzo… la tua sicurezza ha riacceso il mio voler essere sfacciata con te. Hai alzato il vestito, appoggiandolo sui fianchi e hai avuto un tremore, l’ho sentito nei tuoi polpastrelli e nel tuo respiro un poco più affannato. L’ho sentito poi tramutarsi in desiderio impetuoso, quando ti sei ripreso dalla sorpresa di trovarmi senza intimo e ti sei precipitato dentro di me. Ti ho sentito entrare, scivolare veloce dentro la mia voglia. Ti ho sentito subito pulsare ed uscire… io non ho più sentito i miei gemiti, erano oltre la soglia dei miei sensi, annebbiati dall’odore del mio bagnato, dall’odore del tuo sudore. Le mie mani strette attorno al lenzuolo. Finalmente le tue dita hanno preso la via del mio piacere, da entrambe le entrate. Ho sentito entrare il primo dito, ho sentito un urlo, una preghiera, un gemito, come di un’altra donna, poi non ero più io a sentire… le dita sono aumentate, due e poi tre e poi il tuo di urlo,

non ce la faccio più, devo averti adesso

era da troppo che non sentivo entrarmi da dietro, era da troppo che non sentivo il maschio trafiggere con forza selvaggia… era da troppo… ho goduto subito, urlando, credo, tremando e contraendo l’apertura. Era da molto che non mi facevo invadere da un orgasmo simile, quello che quasi ti fa svenire, che per un attimo ti annebbia tutto… poi ho ricominciato a sentire le tue spinte, pochissime, mentre ancora vagavo nel mio piacere e poi fuori all’improvviso… mentre stavo quasi per protestare ho sentito il tuo verso, antico, del primo uomo, della prima volta e il caldo sulla schiena, la prova del tuo piacere, che ha improvviso riacceso il mio orgasmo portandomi a urlare ancora una volta, senza mani, senza… solo con il tuo godere…

ti voglio, ti cerco, ti desidero

sussurrato da LaPetitePeste
alle 21:25

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martedì, 05 giugno 2007

sono passati quasi sei mesi dal mio ultimo post e più o meno anche dalla mia entrata nel mio account. cosa ne sarà di questo blog nn lo so. a differenza dell'altro qui ancora mi sento a casa.... mi ci trovo bene, ma nn so se avrò la costanza di riprenderlo. so che ho voglia di scrivere, nn so quando questo succederà. per ora solo ho trovato un mucchio di posta, grazie, ma sono cose che mi sono state dette in un'altra vita... nn so nemmeno se sono ancora valide.
per me le cose che erano ora nn sono più. credo che cancellerò la lista amici, perché nn mi potete considerare tale dopo che me ne sono andata per mezza vita... ecco forse l'unica sarà questa via, ricominciare...
ma niente tragedie, nn é successo nulla di grave... sono solo rimasta virtualmente spenta

avrei anche voluto rimettere la foto che più mi piace che ho già postato nel blog... ma nn riesco più ad accedere al mio account flickr, e me lo merito!

sussurrato da LaPetitePeste
alle 00:09

commenti (10) |