maledetto gatto bastardo
e maledetta io, che sono feticista e non butto via nulla... o quasi
le conversazioni su msn per fortuna le ho buttate riformattando
ma splinder non dimentica
non cancella i post dedicati a te
i commenti che mi hai dedicato
quelli che ho dedicato a te
e nemmeno i mille messaggi privati
tantomeno tutto quello che é stato e che non è stato
ho passato infiniti giorni a chiedermi dove avessi sbagliato
perchè... e ora che lo so
fa ancora più male
ma al tuo posto, avrei fatto esattamente come te, credo
in fondo era una delle cose che più ti irritavano
che sapessi spesso quello che provavi
e ti anticipassi nei pensieri e nelle parole
in quelle profonde
e intense
le altre... quelle sensuali ed erotiche, in quelle eri tu a condurre il gioco e a spiazzarmi continuamente sorridendo sornione, perché lo sapevi che a volte sì, molte volte no, ma stasera sì
c'era il nostro linguaggio
i nostri segreti
un po' dati in pasto al pubblico
per quel filo di narcisismo che in fondo possedevamo
di essere amanti segreti
ma davanti a tutti
tanto che tutti avevano capito
ad un certo punto avevi voluto rendere tutto esplicito
proprio tu che non svelavi mai nulla
tu e le tue perle rare
cazzo xavier, questa ultima bastardata non dovevi farla
questa canzone l'avevo già cantata tanto quando te ne eri andato, ma ancora mi respiravi addosso, bussando alla mia porta, perché non riuscivi a stare davvero lontano e ora che non ci sei più davvero, mi fa piangere ancora di più... avrei voluto capirlo. cazzo quanto fa male sapere che non tornerai mai più! gattaccio bastardo ti ho amato da morire e alla fine anche tu lo hai detto a me, poco prima di scomparire, io credevo fuori da qui ed in fondo è stato così, senza dire nulla
xavier, grazie, per quello che mi hai regalato in uno dei momenti più difficili della mia vita. tu c'eri. tu eri con me ed io non ho potuto essere con te... sì sei proprio un bastardo gattaccio malefico
ti amo xavier e te lo dico qui, davanti a tutti, perché so che da ovuqnue tu sia, stai sorridendo a questo affronto
questa è una di quelle sere in cui mi sento di dover vomitare un po' di roba e questo é l'unico posto dove posso farlo
in fondo è una specie di nido e già mentre scrivo mi esce "nodo"
ho diversi nodi addosso e nn si sciolgono
la confusione è totale
le emozioni sono forti
ero arrivata alle mie conclusioni e mi piacevano un sacco
chiuso con quello che era un non amore ma umiliazione continua non consensuale
aperto un gran via vai sfrenato di incontri e di parole
senza illusioni, una specie di abbuffata dopo la grande fame
fino ad arrivare alla giusta nausea
nel mezzo qualcosa di prezioso
non è un caso che continuano a girarmi in testa le canzoni di elisa
il tuo modo di esserci sempre, ogni giorno, ogni mattina
eppure non sei mio
ma ogni giorno mi ritrovo a pensare cosa siamo
amici
certo
e se?
e se anche tu pensassi a quello che penso io ma non avessi il coraggio di dirlo, come me, perché l'ultima cosa che ti meriti é un'altra che non sa quello che vuole
ma poi mi accorgo che no, tu avresti il coraggio di dirlo se fosse il tuo pensiero
quindi no, non pensi quello che penso io
decisamente no
ma se anche io non sono sicura di quello che provo, perché sto piangendo mentre mi parli di te?
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ora la sferzata
implacabile
che fa un male terribile
tanto che mi nascondo da te
per non dover rispondere alle eventuali domande
quello che ho provato in questi giorni
(e sì non solo da ieri sera)
quello che la mia mente ha prodotto è devastante
e questo dovrebbe condurmi a cercare Lui
quello che ho sempre negato è dentro di me
e l'hai tirato fuori tu
forse se potessi essere tu quello che mi prende e mi porta via
mi lascerei andare
ma lo so che non è possibile
é stato puro esercizio di stile
d'altra parte riconosco il mio momento di fragilità assoluta
e questo implica totale controllo da parte mia di ogni mio respiro
non di certo il momento ideale per lasciare andare il controllo
per metterlo nelle mani di qualcuno
che poi dove diavolo lo si trova?
non posso certo andare in giro con un cartello appeso al collo!
e in mezzo a questo disordine rido a questa idea, perché a te piacerebbe un sacco
questo fottutissimo mezzo telematico che pretende di avvicinare, in realtà allontana dal reale
ed ho un gran bisogno di reale
ho deciso che tu mi puoi bendare
di te mi fido
so che posso perdere il controllo della situazione
so che tu non lo perderai, quando sarai eccitato
voglio godere dell'essere tua, di appartenerti
non per sempre
non fuori da quel momento
ma in quel momento totalmente
sono il tuo gioco
sei il mio cacciatore
il mio godere è tuo
lo gestisci tu
sei tu che decidi dove, quando, con che ritmo
come aumentare e diminuire il mio respiro
la mia eccitazione
il desiderio e l'attesa
voglio la tua fantasia che mi lascia in attesa
e non sapere
l'eccitazione sale
l'inibizione sparisce
vedere le tue mani che avvolgono la seta
sentire il fruscio intorno alla mia testa
e immergermi in un solo momento nel buio
il cuore batte più forte
un po' di paura mi avvolge insieme alla seta
spaesata in una frazione di secondo
non so dove sei
sei vicino a me, ma non ho idea da quale parte arrivi
non se se mi stai guardando
non so cosa stai per fare
e tu invece sei fermo
e magari sorridi
mi scruti
e improvvisamente qualcosa
un bacio forse
la lingua o magari i denti
le mani a sfiorare e poi a stringere
ma poi sento i tuoi passi arrivare
eri andato via
a cercare cosa?
in un attimo sale il panico
il panico eccita e spaventa
ma sei tu
te ne accorgi e mi rassicuri
sfiorandomi
facendomi sentire che ci sei
baciandomi teneramente
passando le tue dita sulle mi braccia, dolcemente
non me ne accorgo
ma le mie mani sono dietro la schiena
come legate
più che legate
mi hai ordinato di tenerle così
senza parole
senza forza
solo con la tua sicurezza
le gambe mi tremano
il respiro accelera
i capezzoli sono dritti
chiamano la tua bocca
ma è la mia di bocca che vuoi
mi spingi in ginocchio
e in un attimo di lucidità mi accorgo che la tua forza è dolcemente irremovibile
il tuo sesso è davanti a me
ne sento la presenza
la bocca si apre
la lingua si sporge a cercarlo
ma le tue mani ora sulla mia fronte mi impediscono di arrivare a leccarlo
questo gioco è crudele
io che mi spingo a cercarti e tu che opponi resistenza
"lo vuoi leccare, vero?"
e nemmeno riesco a risponderti con le parole
solo i movimenti e la forza del mio allungarmi verso di lui bastano
lo voglio sentire dentro di me
voglio la mia bocca invasa del tuo piacere
voglio!
me lo lasci assaporare solo un poco per volta
tirandomi indietro la testa
in questo crudele gioco
fino a quando nessuno dei due resiste più
"per favore, lasciamelo prendere"
addolcita dal tuo spingere in me
la bocca si rilassa
la lingua si muove
lo avvolge mentre è arrivato fino in fondo
il limite tra il soffocamento e il piacere è sottile
e stare su quel baratro mi eccita
mentre mi lascio andare e allo stesso mi concentro
per non cedere al conato
per darti piacere
per sentire il mio bagnato che si spande
ti sento al limite e lo sento intensamente
non ti vedo ma sento ancora di più la tua eccitazione che sta per scoppiare
e finalmente mi riempie
quel getto potente che mi dice quanto ti piaccio
mi scoppia dentro
caldo e acre
pieno di noi
di passione e di complicità
di gioia, la nostra
e mi accocolo tra le tue gambe
accucciata tra di te
aspettando che finiscano i tuoi spasimi e i miei
senza staccarmi, stringendo solo con le labbra
per avvolgerci ancora in quel momento di passione
che dura per sempre
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
11:22
commenti (14) | riflessioni, racconti, eros, cambiamenti, desideri, sexy, bondage, vecchi ricordi, petitepeste, nuovi ricordi

due squilli al cellulare,
nemmeno fosse stata una scarica di corrente direttamente sulla mia pelle
apro il portone, mi assicuro che la porta di casa sia aperta
Vado nello studio, mi siedo e velocemente stringo la benda sugli occhi
sperando di non avere dimenticto nulla di quello che mi avevi lasciato scritto nelle istruzioni
buio totale
adrenalina
niente paranoie, incoscienza o fiducia?
respiro molto corto
non rieco nemmeno a pensare e mentre i minuti scorrono
mentre mi parli per cercare di calmare la nostra tensione
e ti muovi intorno
curiosando nella scatola dei giochi
le mie braccia sono portate dietro lo schienale della sedia
i polsi legati assieme da una sciarpa
sento i muscoli delle braccia che si tendono
e mi immagino all'ikea a provarle per trovare il moddello più consono
forse con la speranza che qualcuno capisca il pensiero
che senta l'odore della preda e svegli il suo istinto cacciatore
ma è una frazione di pensiero
perchè già le dita passano sulla mia pelle
e dove la sfiorano
i brividi si accendono
alimentati dalla tua voce
sussurata ed emozionata come la mia anima
"dove ora passano le mie dita, poi passerà la mia lingua"
il tocco così lieve mi fa impazzire di dolore
il mio corpo chiede forza
e lo sai
ma non me la concedi
e me lo dici che lo sai
ma non vuoi
desideri solo prolungare la mia tortura
ogni volta che cambi il tuo bersaglio
il mio corpo scatta, trattenuto dalla legatura
è terribile non riuscire a muovermi
ed è estremamente eccitante
ora lo so
ora non lo immagino più
ora lo vivo
ora lo sento
ora desidero che quei nodi siano più sicuri
mentre la lingua mantiene le sue promesse
e la mia libertà di movimento è ancora ampia
vorrei poterti toccare, guardare, baciare
ma non posso deciderlo io
non so dove sei
e posso solo seguire i tuoi ritmi
accettare quello che mi permetti di vivere
ed è un trionfo per me
scatto in avanti ad ogni agguato
e vorrei urlare
e urlo
e vorrei divincolarmi
ma non posso
e nel momento in cui metti più forza
nello stringere il mio seno
sento il dolore, acuto, improvviso, inatteso
come una staffilata al cuore
che si propoaga in un istante in tutto il corpo
e arriva giù
dove già un lago ti mostra il mio piacere
dove l'odore intenso di piacere invade le narici e la stanza
perché non resta dolore
perchè giâ è piacere
perchè è più forte di quello che conosco finora
ma è lo stesso meccanismo
dolore che diventa piacere
dalla testa, al cuore, a...
e poi parole
e confessioni
e giochi
e sfide
e oggetti
e piacere
e urla
e ancora sentimenti sconvolgenti e contrastanti
di volere essere libera di reagire
e di essere ancora piu legata
di voler togliere la benda
ma anche di volerla tenere
forse per salvagurdare la mia innocenza
e scoprire che ci avrei perso a non toglierla...
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
07:39
commenti (3) | varie, eros, cambiamenti, sexy, bondage, petitepeste, nuovi ricordi

è notte, sono stanca
alcuni pensieri girano per la testa
il rammarico per l’inizio di settembre
irrequieta
agitata
le immagini che si affollano
sempre più incalzanti
quel desiderio, forte, di passare dalla fantasia alla realtà
immersa in questi pensieri legati
lo squillo del telefono…
stavo per lasciar perdere vista l’ora
poi la curiosità
e subito il volto in fiamme nel leggere il tuo nome
mentre rispondo, mi affretto a chiudere le finestre
“dormivi?” poco più di un sussurro
“non ancora, stavo andando a letto”
“e allora muoviti, togliti subito le mutande e sdraiati”
il tono di voce fermo e deciso eppure pieno di passione
ed io sono già in un lago
sei tu il mio fattore scatenante
e non solo la sorpresa completamente inattesa
e io che sono quella “che no”
“così no”
e tu che mi guidi
che mi fai appoggiare il telefono
sul mio piacere
per sentire meglio i colpi
e mentre seguo le tue parole
mentre faccio quello che mi chiedi
sempre più eccitata
e la tua voce che mi penetra
attraverso le mie mani
ti immagino
chiuso in bagno
spogliato
a sussurrare la tua eccitazione
per farla arrivare fino a me
ed io che non riesco a parlare
e tu che hai il fiato sempre più corto
mentre mi inciti a continuare
a farti sentire i miei urli
e quando i primi si fanno sentire
è troppo tardi per tornare indietro
la mente piena di te
io piena di me
prima un dito, poi due
e con un sussulto mi chiedi anche il terzo
come se fossi tu
poi me le fai spostare
in bocca
mi soffocano e mi stuzzicano
mi eccita da impazzire
avere la bocca invasa
la testa mi martella
il fiato è sempre più corto
il cuore batte più veloce
sempre di più
e le tue parole più incalzanti
a dirmi ancora cosa fare
e come farlo
ora gli urli miei si fanno più vicini
più intensi
te lo dico che sto per godere
ma già lo sai
e ti eccita che io te lo dica
come a me eccita dirmela
tanto da scoppiare tra le tue labbra
mentre tu
tu
ancora più ansimante di me
in un attimo mi schizzi addosso il tuo di piacere
ed è come se potessi sentirne il gusto
sei tu il mio fattore scatenante
ed ora attendo le corde…
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
15:51
commenti (9) | racconti, eros, cambiamenti, desideri, sexy, telefono, bdsm, bondage, masturbazione, petitepeste, nuovi ricordi

non riuscivo a capire perché mi avesse chiesto di aspettare ancora un attimo in sala d'attesa dopo la visita
non capivo nemmeno come mai non ci fossero le solite ragazze in studio ad aiutarlo
era tardi, quello sì, ma comunque c'era un'aria strana
riflettevo su queste piccole stranezze, con parecchia ansia, pensando che avesse scoperto qualcosa di terribile durante la visita
le paranoie sono sempre tante e sarà per quello che lui è sempre terrorizzato durante il controllo...
mentre cercavo di calmarmi, come sempre, osservavo il pappagallo
appollaiato in sala d'attesa che faceva le sue acrobazie e parlottava quasi stesse brontolando della mia presenza
poi lui ha aperto la porta dello studio e mi ha chiesto di entrare
non capivo se ero ad aver notato un tono un po' più perentorio nella sua voce, di solito molto cortese, o se davvero fosse più un ordine che un invito
intanto si era già seduto alla sua postazione in faccia al computer, mentre io aspettavo di fianco al tavolo, un po' imbarazzata
con estrema lentezza, quasi come in un film al rallentatore è venuto verso di me, occhi negli occhi, un sorriso molto ironico
mi è passato di fianco, fino a trovarsi dietro di me
con la sua pacata sicurezza mi ha preso un braccio e lo ha legato alla gamba del tavolo, senza realmente trovare opposizione
poi l'altro
piegata in avanti, appoggiata al freddo dell'acciaio, la sua bocca vicino al mio orecchio "so che lo desideri, so che sei tu"
....
sussurrato da
LaPetitePeste
alle
12:49
commenti (9) | racconti, eros, cambiamenti, desideri, sexy, bondage

per mostrarsi a me,
mentre deciso mi tieni i polsi sopra la testa,
mentre mi penetri.
appena me li agganci nella tua stretta,
io mi accendo, e tu stupito
"cosa diavolo..."
... lo leggo nei tuoi occhi che ti stai chiedendo cosa ha scatenato il mio fuoco.
non ho fiato per risposnderti
"è perché ti tengo i polsi?"
"sì"
"allora te li lego!"
e dopo più nulla è chiaro...